Il 16 gennaio scorso si è avviato, presso il Tribunale di Alessandria, il processo a 26 braccianti, attivisti, militanti e sindacalisti – tra cui compagn@ di Rifondazione Comunista – accusat@ di aver procurato danni morali e materiali all’azienda agricola di Lazzaro Bruno e Mauro di Castelnuovo Scrivia. I fatti risalgono all’estate del 2012 dopo che i lavoratori, stanchi di essere sfruttati, avevano scioperato e istituito un presidio. Forme di protesta per denunciare che erano costretti a lavorare per 3 o 4 euro all’ora, senza acqua e senza neanche che venissero forniti scarpe e abiti da lavoro adeguati. La denuncia che all’epoca mise in luce il caporalato, come fenomeno diffuso nelle campagne italiane e non solo circoscritto al meridione, ebbe come seguito la condanna con patteggiamento dei Lazzaro a un anno e sette mesi ciascuno per maltrattamenti e favoreggiamento della permanenza di stranieri senza permesso di soggiorno.

Attraverso il procedimento iniziato in settimana, i Lazzaro richiedono un risarcimento di 1.533.635 euro da chi hanno sfruttato, maltrattato e non ancora pagato.


l circolo di Tortona del partito della Rifondazione Comunista desidera:

I

Esprimere piena solidarietà ai braccianti e a chi li ha sostenuti nelle loro legittime rivendicazioni affermate dalla nostra costituzione.

Ribadire la ferma condanna ad ogni forma di sfruttamento dei lavoratori.

Portare all’attenzione dell’opinione pubblica che la clandestinità alimenta il lavoro nero e l’illegalità, patologie che il recente decreto sicurezza alimenterà piuttosto che eliminare. Serve, al contrario, una seria politica di accoglienza e di integrazione.

Unirsi all’appello per sostenere la Cassa di Resistenza del Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia, facendo un versamento sul conto postapay n° 4023 6006 6943 9400 intestato al compagno Antonio Olivieri (CF LVRNTN49M22H694A).