E’ morto nella nostra città, togliendosi la vita, buttandosi sotto un treno, un ragazzo di 25 anni. Si chiamava Prince Jerry era arrivato dal Benin  con il suo carico di speranze e di sogni infranto dal diniego dell’asilo politico.

Immaginiamo che la paura di ritornare nell’inferno da cui era fuggito lo abbia svuotato della voglia di vivere una situazione impensabile per un giovane della sua età.

I suoi amici ricordano Jerry come un “Un ragazzo speciale e straordinario, molto sensibile e anche colto.” Arrivato a Genova nel 2016 si era impegnato e aveva lavorato come volontario alla Caritas, facendosi apprezzare. Oggi, con il decreto sicurezza in vigore, da un giorno all’altro diventi un numero, uno dei tanti da ri-spedire in Africa. Jerry non ce l’ha fatta, la sua “valigia” si é disfatta contro un treno in corsa. Il suicidio del giovane africano non è un fatto di cronaca da strumentalizzare ma un elemento su cui riflettere per capire dove ci stiamo dirigendo:spinti da paure ingiustificate andiamo verso una società sorda e insensibile alle sofferenze degli esseri umani. Se non vogliamo sprofondare nel baratro dell’egoismo non possiamo  restare in silenzio ed inerti di fronte al dramma di migliaia di esseri umani in gravi difficoltà.

La drammatica morte del giovane migrante riconferma le gravissime conseguenze indotte dal Decreto Sicurezza voluto da Lega e Movimento Cinque Stelle (naturale evoluzione del Decreto Minniti):intensificazione di manifestazioni di odio e violenza contro gli ultimi, imbarbarimento e disumanizzazione delle relazioni, intime disperazioni.

Umanità su un binario morto

Siamo vicini a Jerry pieno di aspettative oltre che di cultura, a tutti coloro che lo hanno aiutato nel suo cammino di interazione (comunità di Genova di Don Giacomo Martino) e denunciamo la estrema pericolosità di un decreto disgregatore  di rapporti, di diritti acquisiti e portatore di disvalori in grado di ferire sentimenti,di abbandonare persone e di impedire una vita dignitosa.


Stefanella Ravazzi segretaria del Circolo di Rifondazione Comunista di  Tortona

compagne e compagni