RIFLESSIONI

Penso innanzitutto agli sforzi e ai sacrifici del generoso personale sanitario (medici, infermieri, OSS), e ai suoi morti, che patisce ora le pregresse conseguenze politiche della privatizzazione e dell’ aziendalizzazione (centrodestra e centrosinistra), alle vittime umane che non possono abbracciare i loro cari (la tragedia della separazione, di chi se ne va e di chi freme nell’attesa, è indicibile), alle vittime innocenti non umane, abbandonate spesso da una incredibile malvagità (ma sostenute dai volontari animalisti), ai clochard lasciati a se stessi nella loro solitudine (assistiti anch’essi, dove possibile, dai volontari), alla compressione di molte donne esposte alla violenza domestica maschile, ai malati psichiatrici chiusi in  casa, pur col conforto dei loro familiari, ai carcerati inibiti nei loro diritti fondamentali, a tutti i lavoratori esposti per troppo tempo al contagio in virtù del profitto (il ritardo nella chiusura delle attività produttive è riprovevole), ai migranti emarginati, ai poveri e agli indigenti.

Tutto questo dolore si accompagna alle immense tragedie universali, alle guerre mai fermate ma alimentate (si continuano a produrre armi), all’ oppressione di regimi fascisti, di false democrazie, alle resistenze stroncate, alla fame, alla malattia, alle fughe disperate, alla devastazione ambientale.

Le mie riflessioni si inseriscono in un discorso politico di progettazione di un altro modello di società non capitalistica, che pone uno sguardo relazionale “altro” nei confronti della natura umana, naturale, animale. Un ringraziamento a tutte/i coloro che sono scesi in campo in soccorso delle sofferenze e delle emergenze, alimentando lo sguardo “altro”.

Stefanella Ravazzi